Il 2 agosto 2025, alla Theaterhaus di Stoccarda, è andato in scena Flamenquitos@, nell'ambito della 15° edizione del Festival Flamenco di Stoccarda , organizzato da Catarina Mora con la direzione artistica di Miguel Angel Espino.

Eleonora Acanfora, unica artista italiana sul palco, ha portato in scena il suo pezzo dal titolo "Liberflamenco (Freiheitsflamenko)", di cui ha curato creazione, coreografia e regia.

All'interno di uno spettacolo costruito come una sorta di esibizione, in cui artisti singoli e gruppi presentano una coreografia di flamenco "classico", il pezzo di Eleonora si è distinto, ancora una volta, per l'ambizione di voler raccontare una storia nei 10 minuti a disposizione.

L'occasione del 2 agosto come data dello spettacolo, seppure casuale, è coincisa con la giornata europea del ricordo dello sterminio dei popoli Rom e Sinti nei lager nazisti, noto come Samudaripen.

La storia messa in scena da Eleonora è stata quella di una ragazza gitana, che un giorno viene cacciata dalla vita quotidiana solo per la sua appartenenza sociale.

La performance inizia infatti con una scena di vita quotidiana delle gitane andaluse, che offrono rametti di rosmarino in segno di buon auspicio alle persone, sulle note di "Bella ciao". Ma i gitani sono molesti, e la ragazza viene ammanettata e cacciata.

Si ritrova nella disperazione, anche se nella musica trova il conforto e la speranza in un futuro in cui tornare a spiccare il volo.

Il pezzo in stile contemporaneo, sulla musica di Caifanes "Ayer me dijo un ave", danzato a piedi scalzi e ammanettata, coinvolge il pubblico nella sofferenza della discriminazione.

Viene il momento del riconoscimento della sua identità, ritrova i suoi simboli di donna (le scarpette rosse) e di appartenenza a un mondo artistico, il flamenco, che unisce i popoli (il manton), mentre il violino la accompagna con uno degli inni del popolo Romanì.

La buleria finale è la consacrazione della libertà ritrovata attraverso la cultura universale, come il flamenco.

Accompagnata da Jairo Quintana alla chitarra (autore delle musiche originali e degli arrangiamenti) e Olga Matros al violino, la performance di Eleonora ha, come sempre, coinvolto il pubblico in una parentesi di teatro sociale, riscuotendo, alla fine, una vera e propria ovazione.

 Le foto di Sibille Nuñez Diaz hanno colto gli attimi dell'esibizione. Qui la fotogallery completa.